Scuro Chiaro

Chi è di casa su Facebook forse lo conosce già: Le sciacquette è un gruppo segreto (ma neanche troppo) di donne innamorate delle pulizie. Non per dovere, non per rassegnazione: per piacere. Per quel godimento visivo del prima/dopo, per l’odore del pulito, per il potere catartico di una lavatrice fatta bene. Dentro si trovano tutorial su come togliere la muffa dalle fughe e confessioni sull’ansia calmata passando lo straccio. Una specie di terapia collettiva, dove il Cif diventa strumento di autocura e la cura della casa, cura di sé.

E no, non stiamo parlando di casalinghe anni Cinquanta o di tradwife. Ma di donne (e alcuni uomini) che mettono le cuffie, sparano il pop italiano a tutto volume, e si organizzano il sabato mattina come fosse un rituale spirituale: sgrasso, ergo sum.

A dirlo non sono solo i meme di internet, ma anche i dati: secondo il report 2025 di R5 Living, l’83% degli italiani ascolta musica o podcast mentre pulisce. L’attività più odiata? Pulire i vetri (lo conferma il 40% degli intervistati). Quella che porta via più tempo? Il bucato. Eppure, a sorpresa, il momento delle pulizie sta diventando un piccolo spazio di benessere personale.

La casa come specchio della coscienza ecologica

C’è qualcosa di profondamente antropologico in questa trasformazione. Perché le pulizie, che per secoli sono state invisibili, silenziose, femminili, oggi si caricano di nuovi significati. Diventano azioni intenzionali, gesti politici. Secondo il report, il 92,5% degli italiani è disposto a spendere di più per prodotti ecologici, e l’86% ha aumentato l’uso di detergenti sostenibili. La casa torna ad essere un luogo etico, il primo campo di battaglia dove praticare la sostenibilità – a partire da ciò che spruzzi sul piano cucina.

Non a caso, Cristina Mollis, fondatrice di R5 Living, parla delle pulizie come di “un piccolo atto di benessere personale”. Un gesto apparentemente banale che però ha dentro una consapevolezza nuova: quella di chi vuole vivere meglio, ma anche consumare meglio. Non solo meno plastica, ma meno colpa. Meno tossicità – letterale e simbolica.

Tech, musica, sostenibilità: le coordinate del “pulire bene”

Pulire non è più (solo) faticoso. È smart. Il 72% degli italiani usa strumenti tecnologici per alleggerire il carico: robot aspirapolvere, lavavetri elettrici, scope a batteria. Il sabato mattina diventa il momento perfetto per sistemare, organizzare, passare in rassegna la settimana anche mentalmente, con la radio o un audiolibro in sottofondo.

E qui c’è un punto cruciale: mentre la casa si fa più pulita, anche la mente si alleggerisce. In un’epoca in cui siamo sempre online, il gesto di pulire è uno dei pochi momenti in cui possiamo “fare senza pensare” o, meglio, “pensare facendo”. La ripetitività dei gesti aiuta a entrare in una sorta di flow domestico, in cui sistemare una stanza diventa sistemare un pensiero.

La rivoluzione parte dal detersivo

R5 Living non è solo una marca, ma l’esempio perfetto di questa transizione: nata per ridurre la plastica nella detergenza, è oggi la prima realtà italiana certificata Plastic Negative da rePurpose Global, e anche B Corp. Ma la parte più interessante è il suo obiettivo dichiarato: non vendere prodotti, ma cambiare abitudini. Ecco dove sta la potenza culturale. Non è solo questione di marketing green, ma di ridefinizione di ruoli, tempi, significati.

La loro filosofia delle 5R – Riflettere, Ricaricare, Riutilizzare, Riciclare, Rilassarsi – è un piccolo manifesto della modernità domestica: vivere meglio, consumare meno, sentirsi meno schiacciati dalla routine.

Pulire è una pratica spirituale?

Forse siamo ancora lontani dal chiamarla così. Ma se la spiritualità è anche contatto profondo con sé, se è fare spazio, se è scegliere consapevolmente, allora sì: le pulizie stanno diventando un gesto molto più intimo di quanto pensassimo. Un gesto che ci connette — non solo con la casa, ma con la versione migliore di noi stessi.

E allora ben vengano le sciacquette, i robot aspirapolvere, i podcast mentre si sfrega il forno. In un mondo confuso e rumoroso, prendersi cura di 50 metri quadri può essere un atto rivoluzionario.

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